Li chiamiamo comunemente “gamberetti di grotta”, ma il loro vero nome è Nifargidi, rappresentanti del genere Niphargus. Sono piccoli crostacei vagamente simili nell’aspetto ai gamberi che notiamo spesso nei corsi d’acqua superficiali.
Non lasciamoci però trarre in inganno dalla voglia di metterli in pentola: pesano solo qualche grammo!
I Niphargus appartengono alla categoria ecologica degli stigobi, cioè veri “cavernicoli” e si possono rilevare in pressoché tutte le grotte ove sia presente una seppur minima attività idrica. Questi “gamberetti” sono anoftalmi (non possiedono bulbi oculari), presentano i tegumenti trasparenti, il corpo compresso, e la loro lunghezza può variare dai pochi millimetri fino a 4 cm. Sono ottimi predatori ma anche detritivori, cioè si cibano di materia organica in stato di decomposizione.
La sistematica del genere Niphargus è ancora oggi tra le più complesse e discusse. Sono stati raccolti numerosi esemplari nelle grotte del Monte Fenera e sul territorio biellese (grotte, cavità artificiali e sorgenti) durante le campagne biospeleologiche effettuate a partitre dagli anni ’90, condotte da me in qualità di responsabile della sezione biospeleologica del Gruppo Speleologico Biellese del CAI. Ma i reperti furono classificati come Niphargus appartenenti al gruppo longicaudatus, un’insieme comprendente parecchie specie ancora da determinare, che solo attualmente sono in corso di descrizione, da parte del dottor Fabio Stoch, specialista di fauna acquatica ipogea.


[...] questo blog, in un articolo di qualche tempo fa (Biospeleologia: I gamberetti delle grotte) avevo presentato un’immagine del crostaceo Niphargus, descrivendolo come “vagamente simile [...]
Da: I “veri” gamberetti delle grotte « Il blog di Tiziano Pascutto su 31 luglio 2011
alle 3:56 pm