Su questo blog, in un articolo di qualche tempo fa (Biospeleologia: I gamberetti delle grotte), avevo presentato un’immagine del crostaceo Niphargus, descrivendolo come “vagamente simile nell’aspetto ai gamberi che notiamo spesso nei corsi d’acqua superficiali.”
Di veri gamberetti ipogei, cioè del tutto simili d’aspetto ai rappresentanti epigei, se ne conoscono per l’Italia due specie: Troglocaris anophtalmus anophtalmus (Kollar, 1848) e Typhlocaris salentina (Caroli, 1924).
Il genere Troglocaris (Crostacei Decapodi appartenenti alla famiglia Atyidae) è presente con una specie nel Carso dinarico, Troglocaris anophtalmus anophtalmus (Kollar, 1848) e con diverse specie diffuse in parte nell’Europa Orientale sino al Caucaso.
Questi gamberetti completamente ciechi e depigmentati vivono in colonie formate da gruppi di oltre dieci esemplari nelle acque carsiche sotterranee e prediligono laghetti ed ambienti acquatici con deboli correnti. La loro alimentazione è generalmente onnivora. Questi gamberetti ipogei si possono osservare anche nei laboratorio di biologia sotterranea poiché i Troglocaris vengono allevati e riprodotti con successo negli opportuni acquari.
In natura, Troglocaris anophtalmus è molto sensibile a qualunque forma di inquinamento ed è considerato come “specie vulnerabile” (lista rossa dello IUCN, consultabile sul sito IUCN red list.org).

