
Non esiste speleologo che non conosca il proteo (Proteus anguinus Laurenti, 1758) e sono numerosi i gruppi speleologici che hanno utilizzato la sua immagine nel logo del proprio gruppo.
Tra tutti gli esseri che vivono in ambiente sotterraneo ( i troglobi) il proteo è certamente, per le sue peculiarità morfologiche, biologiche e territoriali il più affascinante e misterioso di tutti. Possiede un corpo anguilliforme, che può raggiunge la lunghezza di trenta centimetri, mentre il colore della pelle è di un rosa pallido. Alla sua nascita sono presenti gli occhi ma regrediscono, sino a scomparire, nei soggetti adulti.
Il proteo è l’unico vertebrato troglobio della fauna europea: vive esclusivamente in acque sotterranee e solo occasionalmente può essere trascinato all’esterno dalle piene. Il proteo è un neotenico obbligato, cioè mantiene le branchie esterne per tutta la vita, utilizzando per la respirazione l’ossigeno disciolto nell’acqua. La sua alimentazione è essenzialmente basata sulla cattura di piccoli invertebrati acquatici e in particolare , crostacei, decapodi e anfipodi.
L’areale del proteo comprende gli ambienti carsici e limitatamente alle regioni della Venezia Giulia, Slovenia, Istria, Dalmazia ed Erzegovina (specie a distribuzione dinarica). In Italia è presente esclusivamente nelle provincie di Gorizia e Trieste, dove vive nel bacino idrografico carsico del Timavo-Isonzo-Vipacco. Una popolazione costituita da esemplari provenienti dalla Slovenia (Postojna) venne introdotta nel 1822 si è acclimatata nel bacino ipogeo della grotta di Valstagna presso Oliero in provincia di Vicenza
È importante ricordare che Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) considera il proteo come una specie vulnerabile a causa del continuo degrado dell’habitat in cui vive, della limitata estensione e della frammentazione del suo areale.
Consiglio infine come letture di approfondimento:
- SINDACO R., DORIA G., RAZZETTI E., & BERNINI F. (Eds.), 2006 – Atlante degli Anfibi e dei Rettili d’Italia / Atlas of Italian Amphibians and Reptiles. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa, Firenze, pp. 792.
- R. FERRARI & E. PICHL, 1996 – Guida allo Speleovivarium , Società Adriatica di Speleologia, Trieste.
